Roma
Foro Romano Jeremy Vandel

Il Foro Romano

Insieme al Palatino e al Colosseo, il Foro Romano fa parte del circuito archeologico più visitato in Italia. Nessun viaggio a Roma può dirsi completo senza una visita a questo maestoso complesso nel cuore della Città Eterna.

Il Foro Romano, conosciuto nell’antica Roma come Forum Magnum, era il punto d’incontro dei cittadini e il centro nevralgico dell’intera civiltà romana. Gli abitanti vi si recavano per partecipare agli affari amministrativi, politici, economici e religiosi che riguardavano la comunità.

Dopo più di un millennio di esercizio praticamente ininterrotto, ciò che rimane oggi del Foro Romano può essere visitato nella zona archeologica che comprende anche il Palatino e il Colosseo.

Breve storia del Foro Romano

Periodo monarchico (753 - 509 a.C.)

Intorno al VIII secolo a.C., la valle dove sorge il Foro era originariamente paludosa e inospitale, inadatta a insediamenti, e la parte alta delle colline vicine era abitata da etnie di origine sabine e latine.

Al nord del Tevere, nella zona della Toscana, abitavano gli etruschi, che commerciavano con i greci a sud della penisola. I villaggi latini e sabini erano un passaggio obbligatorio per le rotte commerciali, il quale provocò una graduale fusione culturale.

Fino a quell’epoca, la valle era utilizzata come necropoli, ma intorno all’anno 600 a.C. il re Tarquinio Prisco, di origine etrusca, fece costruire la Cloaca Maxima, un’opera di grandi dimensioni che drenò la valle e permise la pavimentazione in terra battuta.

Lo spazio che ne derivò fu una piazza pubblica di forma rettangolare, nella quale i cittadini potevano riunirsi per scambi e per lo sviluppo di attività politiche, commerciali, religiose e giudiziarie. Il foro si convertì nel centro e origine di Roma.

Nel corso della sua storia, il Foro Romano è stato ornato di edifici e di monumenti di straordinaria bellezza e ciascuna nuova conquista lasciava la sua impronta nel luogo. Al periodo regio, epoca in cui prevalse il potere monarchico, appartengono ad esempio i monumenti più arcaici come il Comitium (spazio pubblico), il Lapis Niger (santuario), il Volcanale (santuario), la Regia (casa del re), la Curia (sede del senato) e il tempio di Vesta.

Periodo repubblicano (509 - 27 a.C.)

Durante i secoli IV e III a.C., il Foro Romano mantenne la sua importanza e continuò ad essere ampliato, anche se è difficile determinare con precisione quale fosse la sua distribuzione e come apparisse, a causa delle trasformazioni effettuate posteriormente.

Nella prima fase della repubblica vennero inaugurati templi di importanza chiave come il Tempio di Saturno (498 a.C.), il primo del Foro, e quello dei Castori e Dioscuri (484 a.C.).

Negli ultimi secoli del periodo repubblicano vi furono cambiamenti significativi nel Foro Romano. Le molteplici conquiste ed estensioni dell’impero portarono alla costruzione di grandi monumenti, che convertirono Roma in un’autentica metropoli che poteva competere con i regni ellenici ad est del Mediterraneo.

Fu in questa fase che la Curia venne ricostruita per convertirsi nella Curia Iulia, in onore a Giulio Cesare che commissionò i lavori. Altri importanti edifici costruiti in questa fase furono il Tabularium (archivio e luogo di custodia di documenti ufficiali) e le basiliche di Porcia, Emilia, Sempronia e Opimia.

Periodo imperiale (27 a.C. - 476 d.C.)

Durante questo periodo, il Foro Romano ha subito una grande estensione. Il processo cominciò con Giulio Cesare alla fine della Repubblica e continuò con gli imperatori Augusto, Vespasiano, Nerva e Traiano. La zona ampliata è conosciuta attualmente come i Fori Imperiali.

Tuttavia, al terminare della repubblica, la funzione politica si concentrò nella figura dell’imperatore e l’attività del foro si sposto verso il colle Palatino, dove si trovava il Palazzo Imperiale.

Cosi, il Foro Imperiale perse parte del suo protagonismo. Continuò ad essere il centro del commercio e dell’attività finanziaria. Si trasformò anche nel posto ideale per celebrare le grandi cerimonie imperiali, ma in definitiva cessò di essere il luogo in cui si prendevano le decisioni più importanti.

Si caratterizzò soprattutto per un’intensa attività di ricostruzione dei monumenti danneggiati e per la costruzione di nuove opere come l’arco di Settimio Severo.

Fu in questo periodo, durante il mandato di Vespasiano, che venne costruito inoltre il Colosseo Romano.

Epoca medievale (476 - 1492)

Nonostante la caduta dell’Impero Romano, l’impero Bizantino era all’apice e nell’anno 608 d.C. venne costruito l’ultimo monumento del Foro, La Colonna di Foca, dedicata all’imperatore bizantino Flavio Foca Augusto. Questa colonna è ancora integra attualmente e rappresenta il valore simbolico dell’ultimo battito del Foro Romano.

Durante questo periodo, nonostante la memoria del foro persistette, la maggior parte dei suoi monumenti caddero in rovina. Questo meraviglioso complesso architettonico venne lentamente sepolto e con il passare del tempo iniziò ad essere utilizzato come pascolo per gli animali domestici e come terreno seminativo, prendendo così il nome di “Campo Vaccino” o “Campo delle Vacche”; poiché questi animali erano i principali visitatori.

Rinascimento (1492 - 1789)

Ironicamente,la grande ammirazione che si nutriva verso l’antichità classica fu ciò che causò la maggiore distruzione nel Foro Romano.

All’epoca si scatenò una sorta di febbre per la costruzione e il Foro Romano venne utilizzato come cava di materiali da riutilizzare. Alcuni templi che fino ad allora si conservavano integralmente, scomparvero completamente in pochi mesi, trasformando così la valle in una collezione di rovine.

Età contemporanea (1789 - attualità)

Dopo molto tempo nel dimenticatoio, nel XVIII secolo cominciarono gli scavi archeologici sistematici del Foro Romano e nel XIX secolo venne data priorità alle attività di restauro e consolidamento per evitare il deterioramento dei pochi resti che ancora esistevano.

Oggi possiamo dire che il Foro Romano ha mantenuto la sua struttura originale più o meno intatta, nonostante le trasformazioni che la zona dovette subire a causa degli scavi e lo sviluppo della Roma moderna.

La zona archeologica del Foro Romano è, senza dubbio, una tappa obbligatoria. Durante la visita, con un po’ d’immaginazione si può quasi vedere come le basiliche si ergono di nuovo, come i templi si riempiono di offerte e come le voci del Senato e le orme dei soldati sfilano lungo la Via Sacra, asse stradale più antico e più importante della valle del Foro.

Edifici e monumenti del Foro Romano

Come accennato, il Foro è ricco di maestosi edifici, opere e monumenti di diversa epoca della storia romana. Alcuni dei più rilevanti sono stati citati nella sezione storica di questo articolo e verranno di seguito esposti in modo più dettagliato.

Il Comitium

Il Comitium fu uno spazio pubblico finalizzato a riunioni a cielo aperto a più livelli (Rostra) che fu costruito nel periodo monarchico. Nei primi tempi a Roma fu il centro politico della città, dove ebbero luogo le assemblee più antiche dei cittadini (comizi curiati).

In questo luogo si svolgevano tutte le funzioni pubbliche con la partecipazione dell’assemblea popolare presso gli spalti della struttura, il senato nella Curia adiacente e i magistrati, che avevano una tribuna personale.

Oggi sono visibili solo pochi resti ricostruiti delle tribune, in seguito alle trasformazioni dell’epoca Cesariana e Augustea, che la fecero scomparire per lasciare il posto alla nuova sede del senato, la Curia Iulia. Nell’antichità occupava l’angolo al nord-est del Foro, tra la Basilica Emilia e l’Arco di Settimio Severo.

Il Lapis Niger

Si tratta di uno dei monumenti più importanti della città, eppure è tra i meno conosciuti al grande pubblico, poiché un sofisticato intervento di restauro preclude l’accesso ai visitatori a questa magnifica opera della storia romana.

Il Lapis Niger è un santuario sacro sotterraneo situato a pochi passi della Curia Iulia. All’interno si trova una pietra con l’iscrizione latina più antica, una maledizione per chiunque intentasse violare il luogo.

Le sue origini sono un mistero attualmente, ma fu così anche per i romani dell’epoca imperiale. Una teoria sostiene che in questo luogo era situata la tomba di Romolo, il primo re di Roma, mentre un’altra ipotesi afferma che avrebbe potuto essere la tomba di Osto Ostilio, guardia personale di Romolo.

Il Volcanale

Si tratta di un antichissimo santuario situato a ovest del Comizio. Secondo la tradizione romana, il Volcanale era stato dedicato al dio Vulcano da Romolo stesso (gemello di Remo e figura leggendaria a cui si attribuisce la fondazione di Roma). Si narra che quest’ultimo introdusse nel santuario un altare dedicato al dio, un fuoco perenne e una propria statua con un’iscrizione in greco riguardante i suoi successi.

La Regia

Situata all’estremità sud-est del Foro, oggi è visibile solamente il settore dell’originaria residenza del re di Roma, e successivamente sede del Pontefice massimo, dove si esercitavano le funzioni sacrali.

Nel corso della storia, subiò diverse trasformazioni e ricostruzioni. Secondo i resti archeologici, l’ultima versione di questo edificio aveva una forma irregolare e il suo interno era diviso in tre camere con l’ingresso che dava sul patio e un’abitazione centrale.

Tempio di Vesta

Il tempio di Vesta è uno dei templi più antichi di Roma. E’ una piccola struttura rotonda situata all’estremità orientale del Foro Romano, lungo la via Sacra, accanto alla Regia ed alla Casa delle Vestali.

Il tempio di Vesta Insieme alla Casa delle Vestali costituiva un unico complesso religioso conosciuto come Atrium Vestae, in cui nessuno poteva entrare, tranne il re e le sacerdotesse incaricate del culto della dea Vesta.

Attualmente, sopravvivono sei colonne e ciò che si può apprezzare è il risultato della restaurazione realizzata nel 1930, nella quale si utilizzarono materiali originali dello stesso tempio.

Tempio di Saturno

Così come il tempio di Vesta, il tempio di Saturno è uno dei luoghi sacri più antichi di Roma costruiti nel circondario del foro Romano. Venne edificato tra gli anni 501 e 498 a.C. e, nonostante fosse dedicato al dio Saturno, il suo utilizzo principale durante l’epoca della Repubblica fu essere la sede del tesoro pubblico e archivio dei documenti ufficiali di Stato.

E’ orientato al nord e venne eretto nella zona sud-ovest del Foro Romano, ai piedi della collina Capitolina e vicino alla Basilica Iulia.

Tempio dei Dioscuri

Conosciuto anche come Tempio di Castore e Polluce, è il primo esempio di un luogo sacro romano dedicato a dei greci, i “gemelli” di Gemini, figli di Zeus e Leda.

Fu costruito come ringraziamento per la vittoria nella battaglia del lago Regillo nell’anno 495 a.C. I resti di questo tempio sono tra i più emblematici della zona del Foro Romano. Attualmente sopravvivono tre colonne corinzie di 12 metri di altezza che si trovano tra la Basilica Iulia e la Casa delle Vestali.

La Curia Iulia

Nell’area del Comitium si trovava inizialmente la Curia Hostilia, la sede piu antica del Senato, fondata dal terzo re di Roma, Tullo Ostilio. questo edificio venne distrutto in un incendio nell’anno 53 a.C. e fu ricostruito più tardi dal figlio di Silla.

Nell’anno 44 a.C., quando Giulio Cesare ridisegnò il Foro Romano per ridurre la prominenza del Senato e lasciare libero lo spazio originale del Comitium, la Curia Hostilia fu definitivamente demolita e venne eretta la Curia Iulia (in onore a Giulio Cesare), in una nuova posizione.

Questo è forse il monumento meglio conservato del Foro Romano, grazie al fatto che papa Onorio lo convertì in una chiesa nel VII secolo.

Il Tabularium

Si tratta di un monumento situato sul colle Campidoglio (dietro la Piazza del Campidoglio), la cui caratteristica facciata ad archi domina tutto il Foro Romano. Questo edificio era concepito come vero e proprio archivio di Stato,luogo di conservazione di atti pubblici, decreti del Senato e trattati di pace, incisi su tavole di bronzo (da qui il nome Tabularium).

Fu costruito nell’anno 78 a.C. dal Console Quinto Lutazio Catulo ed è uno dei pochi monumenti del periodo repubblicano che si conservano in buono stato nei giorni nostri. Attualmente, la parte superiore rinnovata da Michelangelo ospita uffici del Comune di Roma.

Le Basiliche del Foro Romano

Nella Roma antica, le basiliche non erano edifici religiosi. Quanto piuttosto luoghi dove si effettuavano transazioni finanziarie, scambi commerciali e sentenze legali. Erano anche un punto di incontro dei cittadini per gestire affari in comune.

Nel II sec. a. C., vennero costruite quattro basiliche nel Foro Romano: la Basilica Porcia (184 a.C.), la basilica Emilia (179 a.C.), la basilica Opimia (169 a.C.) e la basilica Sempronia (169 a.C.).

Basilica Porcia

E’ la più antica, costruita nel 184 a.C. dal famoso capo militare e politico M. Porcio Catone (noto come Catone il Vecchio) e nella tarda repubblica romana rappresentò una costruzione politica centrale, era la residenza ufficiale dei tribuni della plebe che cercavano di preservare i diritti del popolo.

Nell’anno 52 a.C. l’edificio è stato bruciato a causa di un devastante incendio che divampò nel Comizio durante il funerale di Clodio, provocato dai suoi seguaci. Le rovine dell’edificio vennero probabilmente abbattute lo stesso anno e non la Basilica non venne ricostruita.

Basilica Emilia

La basilica Emilia (179 a.C.), unica superstite delle basiliche repubblicane (la Porcia, la Sempronia e l’Opimia sono totalmente scomparse), fu fondata dai censori Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore. Quest’ultimo ne curò particolarmente la costruzione tanto che inizialmente fu denominata “Basilica Fulvia”.

In seguito ai vari restauri dovuti ai membri della “gens Aemilia”, una delle più antiche case patrizie di Roma, (nel 78, 54, 34, 14 a.C. e nel 22 d.C., sotto Tiberio), l’opera assunse poi il nome definitivo di “basilica Aemilia” o Basilica Emilia.

Basilica Opimia

Nell’anno 121 a.C. fu inaugurata dal console L. Opimio, l’omonima Basilica Opimia, che si trovava accanto al nuovo tempio della Concordia che egli stesso aveva fatto erigere. L’opera era una delle tre basiliche di epoca repubblicana, assieme alla basilica Porcia ed alla basilica Emilia.

La storia della basilica è strettamente connessa a quella del tempio, il quale venne demolito e ricostruito durante il dominio di Augusto (7 a.C. – 10 d.C.), questo ha comportò un aumento della sua zona di edificazione, e la conseguente demolizione della Basilica di Opimio.

Basilica Giulia e Sempronia

La Basilica Sempronia fu eretta nel corso del 170 a.c. da Tiberio Sempronio Gracco il censore, padre dei noti Gracco e Tiberio. Si narra che per costruire la Sempronia, Gracco dovette radere al suolo l’area occupata dall’abitazione di Scipione l’Africano ed alcuni magazzini che sorgevano nelle sue vicinanze, sul lato nord-orientale della piazza del Foro Romano.

La basilica Giulia, invece, fu realizzata da Giulio Cesare nel corso del 54 a.c. a fini autocelebrativi, durante i lavori per la costruzione del Foro di Cesare, al posto della basilica Sempronia e delle antistanti magazzini.

Si ergeva tra il tempio di Saturno e il Tempio di Castore e Polluce. Fu inaugurata nel 46 a.c., nonostante i lavori non fossero giunti alla fine, due anni prima della morte di Cesare. Fu terminata dal successore Augusto, ma subì i danni dell’incendio che coinvolse questa zona di Roma durante il 12 a.c. In seguito a quest’ultimo, fu nuovamente ricostruita e intitolata stavolta a Gaio e Lucio, i figli adottivi di Cesare, ma continuò ad essere conosciuta con il suo nome originario.

Attualmente, possiamo in generale affermare che nel Foro Romano sono visibili i resti della Basilica Emilia (al lato della Curia e del Lapis Niger) e della Basilica Giulia (vicino al tempio dei Dioscuri).

Arco di Settimio Severo

Questo importante arco fu eretto nell’anno 203 d.C., per glorificare le vittorie militari dell’imperatore Settimio Severo e i suoi figli Caracalla e Geta, contro i Parti.

A delimitare il piazzale del Comizio si trova quest’arco di trionfo, struttura monumentale caratteristica del mondo romano, si trova al lato del Comitium e la Regia. Veniva utilizzato per un rituale di purificazione ogni volta che l’esercito tornava vittorioso da una battaglia. Passando al di sotto dell’arco e rimettendo piede sul sacro suolo di Roma, l’esercito e il generale che lo aveva condotto si purificavano dal sangue dei nemici.

Un episodio storico degno di nota riguarda ciò che avvenne dopo la morte di Settimio Severo. Pare infatti che i fratelli divennero co-imperatori. Si trattò di un accordo difficile, che terminò con l’ordine da parte di Caracalla di far uccidere suo fratello Geta, seguito dalla decisione di rimuovere il suo nome e immagine da qualsiasi iscrizione, statua o rappresentazione presente nell’arco.

La Colonna di Foca

Al 608 d.C. risale l’ultimo monumento eretto nel Foro Romano, dopo la caduta dell’impero: si tratta della Colonna di Foca. La colonna venne costruita allo scopo di onorare l’imperatore bizantino Foca.

La colonna, realizzata in marmo bianco, rimane attualmente al suo posto, nonostante priva della statua che era situata in cima. E’ ubicata tra il Lapis Niger e la Basilica Iulia.

L’Arco di Tito

L’Arco di Tito è un arco di trionfo con una sola arcata, situato sulle pendici settentrionali del Palatino, nella parte orientale del Foro Romano. Venne costruito dal Senato in memoria dell’imperatore Tito dopo la sua morte avvenuta nell'81 d.C.

Sulla facciata si possono notare quattro semicolonne in marmo. La decorazione più importante di tutto l’arco è quella posta all’interno. Sul lato ovest, l’opera reca un’iscrizione in cui l’imperatore viene denominato divus dal Senato, divinizzato per la guerra giudaica combattuta da sovrano in Galilea, che provocò la distruzione di Gerusalemme e che lo fece accogliere in trionfo al suo ritorno a Roma.

Guardando sul lato sinistro, si possono vedere ad esempio dei portatori che trasportano oggetti conquistati nella campagna di Tito contro gli Ebrei. In questo caso trombe d’argento e il candelabro a sette bracci, gli oggetti più importanti al momento della conquista di Gerusalemme.

Basilica di Massenzio

La Basilica di Massenzio, detta anche Basilica Nova, o Basilica Constantini, o Basilica Costantiniana, è l’ultima e la più grande basilica civile di Roma. Fu iniziata da Massenzio agli inizi del IV secolo (308-312), ma fu terminata con alcune modifiche progettuali dal suo vittorioso rivale Costantino.

Posta all’estremità nord-est del colle della Velia si ergeva accanto al tempio della Pace, già in abbandono, e al tempio di Venere e Roma, restaurato invece da Massenzio. L’edificio doveva accogliere l’attività giudiziaria del prefetto urbano. Per un periodo limitato si perse la memoria del nome dell’opera, che diventò il Templum urbis, ma venne in seguito identificata di nuovo come Basilica.

Era caratterizzata dalla presenza di un’enorme navata centrale, divisa dalle due laterali tramite pilastri e colonne, con l’ingresso originale sul lato est. Alla testata della navata centrale si apriva un abside in cui venne collocata una statua colossale alta 12 m che raffigurava lo stesso Massenzio e che in seguito venne adattata ai tratti di Costantino.

Tempio di Romolo

Il tempio di Romolo si trova nell’area archeologica del Foro Romano, tra il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio. In origine rappresentava l’ingresso al tempio della Pace, ma successivamente l’imperatore Massenzio lo riutilizzò come tempio in memoria del figlio Valerio Romolo morto in tenera età nel 309 d.C. e divinizzato.

Le ipotesi circa il nome del tempio sono in realtà contrastanti. Alcuni sostengono che si trattasse del Tempio dei Penati (spiriti protettori di una famiglia o dello Stato), ma recentemente gli esperti sembrano optare verso l’identificazione dell’edificio con il Tempio di Giove Statore, fondato, secondo la leggenda, da Romolo e luogo in cui i romani, inseguiti dai Sabini dopo il famoso Ratto delle Sabine, avrebbero opposto la prima, valida resistenza.

Per quanto riguarda la struttura, il tempio circolare, era interamente costruito in mattoni, coperto a cupola e preceduto da una facciata accentuatamente concava nella quale si aprivano quattro nicchie destinate ad altrettante statue. La porta bronzea è una delle poche romane sopravvissute, e presenta un meccanismo ancora funzionante.

Casa delle Vestali

Come accennato nella sezione Curiosità, la Casa delle Vestali era la residenza e la sede ufficiale delle Vestali, le sacerdotesse vergini incaricate della sorveglianza del fuoco sacro dedicato alla dea Vesta.

Era collocata alle spalle della Regia e faceva parte del complesso che includeva il Tempio di Vesta, sede del culto della dea, chiamato Atrium Vestae. La residenza delle Vestali fece parte di quest’ultimo solo a partire dal II secolo a.C., occupando l’area compresa tra la Regia, la Domus Publica (la residenza del pontefice massimo) e le pendici del Palatino.

Per quanto riguarda la struttura, la sua conformazione attuale è legata all’ultimo restauro della moglie di Settimio Severo, Giulia Domna, dopo l’incendio del 191. Le stanze, in origine su almeno due piani, si articolano intorno ad un cortile porticato, con fontane poi sostituite da un’aiuola.

Dal tempio si accedeva verso est alla casa, passando accanto a un’edicola e si raggiungeva il Cortile centrale, qui sorgeva un portico sotto il quale erano allineate le statue delle Vestali massime. Nei lati sud ed est si trovano le stanze con altre strutture ad uso domestico.

Tempio di Giulio Cesare

Il tempio del Divo Giulio è un tempio dedicato a Gaio Giulio Cesare, che fu il primo romano ad essere divinizzato dopo la sua morte, e di conseguenza onorato con un tempio, dopo il mitico fondatore Romolo.

Dopo l’omicidio di Cesare, avvenuto in una seduta del Senato, il suo corpo venne trasportato vicino alla Regia e preparato per i rituali funebri. Qui venne eretto un altare con la scritta “Padre della Patria”.

Il Senato decretò la costruzione del Tempio, in seguito all’uccisione dei cesaricidi. L’edificio venne effettivamente costruito da Ottaviano, figlio adottivo di Cesare, e dedicatogli il 18 agosto del 29 a.C.

Il tempio presentava sei colonne anteriormente e due sui lati del pronao, con una tipica cella o spazio all’interno. Erano presenti inoltre un podio, un altare e diverse opere d’arte all’interno della cella (spazio interno dei templi).

Tempio di Venere e Roma

Il tempio di Venere e di Roma, inaugurato nel 141 d.C. dall’imperatore Antonino Pio, fu eretto per volere di Adriano nel luogo in cui sorgeva anni prima il vestibolo della Domus Aurea di Nerone, della quale furono reimpiegate parte delle fondazioni.

E’ il tempio più grande della Roma antica e si estende nella zona tra la Basilica di Massenzio e la vallata del Colosseo. Ormai quasi tutti gli studiosi attribuiscono il sontuoso progetto allo stesso imperatore Adriano, amante dell’arte e dell’architettura, che dedicò l’edificio alla Città Eterna e alla dea Venere.

Inizialmente questo sito ospitava l’atrio della Domus Aurea di Nerone, dove era collocato il colosso dell’imperatore, un’enorme statua bronzea alta 35 metri più la base. Quando Adriano diede inizio ai lavori di edificazione del tempio, decise di dedicare la statua al dio Sole e la fece spostare, con l’aiuto di 24 elefanti, accanto al Colosseo.

Il Tempio conteneva due celle predominanti, ognuna delle quali ospitava la statua di una dea: Venere, la dea dell’amore e madre mitologica di Enea, e Roma, la dea che personificava lo Stato romano, entrambe sedute su un trono.

Tempio di Antonino e Faustina

Il tempio eretto nel 141 d.C. è facilmente identificabile dalla grande iscrizione sull’architrave: “Al divino Antonino ed alla divina Faustina per decreto del Senato” (DIVO • ANTONINO • ET DIVAE • FAUSTINAE • EX • S • C).

Si tratta del tempio eretto da Antonino Pio per la moglie Faustina, morta nel 141 e divinizzata. La parte dell’iscrizione dedicata all’imperatore sembrerebbe aggiunta a posteriori, dopo la sua morte.

E’ collocato nel Foro a nord della Regia, tra la basilica Emilia e il tempio del Divo Romolo. Sorge su un alto podio, preceduto da una scalinata. Al centro di essa si trovano i resti dell’antico altare. Sei grandi colonne formano la facciata, seguite da altre due per lato. La cella presenta sui due lati maggiori la rappresentazione di grifoni.

All’interno del tempio si insediò nel VII o VIII secolo la chiesa di San Lorenzo in Miranda. Nel 1536, in occasione della visita di Carlo V, erano già state demolite tre delle cappelle della chiesa che occupavano il pronao. La chiesa venne infine ricostruita in forme barocche nel 1602 ad opera di Orazio Torriani.

Tempio di Vespasiano e Tito

Il tempio del Divo Vespasiano, o tempio di Vespasiano e Tito, ai piedi del Campidoglio verso il Foro Romano ed è dedicato all’imperatore Vespasiano, divinizzato dopo la sua morte (23 giugno 79).

Il tempio fu dedicato anche a suo figlio e successore Tito: ciò fa dedurre che la costruzione del tempio, iniziata subito dopo la morte di Vespasiano, terminò ad opera dell’altro figlio, Domiziano, in seguito alla morte del fratello Tito, divinizzato come divus Titus avvenuta nell'81 d.c.

L’edificio era lungo m 33 e largo 22 ed era costituito da un’ampia cella preceduta da sei colonne, più due davanti, tutte di ordine corinzio. Oggi dell’opera non rimangono altro che tre colonne corinzie in marmo con una piccola parte di architrave decorata con vari strumenti di sacrificio (coltello, scure etc.).

Portico degli Dei Consenti o Consiglieri

Il Portico, situato nei pressi del Tabularium, fu costruito nel III o II secolo a.c., è quindi parte dell’arcaico Foro Romano, ma l’aspetto attuale risale probabilmente ad una riedificazione integrale attribuibile ai Flavi.

Si tratta di una costruzione a forma di angolo ottuso scandito da colonne in stile corinzio. La presenza di una iscrizione sull’architrave dedicata alle divinità ha permesso l’identificazione del monumento.

Qui erano conservate le statue degli Dei Consentes. Essi erano 12 divinità del pantheon romano, si trattava di sei dèi maschi e sei dee femmine, accoppiati nella seguente maniera: Giove-Giunone, Nettuno-Minerva, Apollo-Diana, Marte-Venere, Vulcano-Vesta, Mercurio-Cerere.

Rispetto al nome delle divinità si hanno però dei dubbi, infatti gli Dei Consentes, chiamati anche Complices, vengono di solito tradotti come Dei consiglieri, il che sembra incoerente, dato che gli Dei più che consigliare esigevano. Anche per questo si è deciso di passare alla dicitura moderna di Dei Consenti.

Umbilicus urbis

L’Umbilicus Urbis Romae è una costruzione conica in mattoni risalente all’epoca severiana, un tempo rivestita di marmi bianchi e colorati, situata tra i Rostra e l’Arco di Settimio Severo. Come dice l’espressione stessa in latino trattasi dell’Ombelico di Roma, ovvero il centro della città.

La costruzione è dotata di una porticina per consentire l’accesso alla cavità sotterranea, la quale veniva chiusa da una pietra che ne bloccava il passaggio. Secondo la leggenda, la fossa, che ricordava la volta celeste per la sua forma e che era il centro della città, veniva chiamata “mundus” ovvero “mondo” o “universo” e rappresentava un portale che metteva in collegamento il mondo dei vivi con quello dei morti.

Il portale rimaneva chiuso per tutto l’anno ad eccezione di tre giorni, il 24 agosto, il 5 ottobre e l'8 novembre, durante i quali i due mondi venivano messi in comunicazione. Queste giornate erano ritenute solennemente religiose ed era proibito svolgere qualsiasi attività pubblica.

Curiosità sul Foro Romano

L’Origine del nome

In origine, con la parola forum si indicava lo spazio esistente intorno a una casa o a una tomba. Successivamente la parola andò a individuare il centro politico, religioso, commerciale, amministrativo e culturale della città.

Tuttavia, secondo ipotesi secondarie, l’origine di “foro” deriverebbe dal latino “fero”, cioè porto, dal verbo portare, alludendo alla funzione iniziale del sito archeologico nel quale, in quanto mercato, le merci venivano “portate” per essere vendute.

La leggenda che lega Romolo e il Lapis Niger

Lo scrittore Plinio il Vecchio narra che tre alberi sacri (un fico, una vite e un ulivo) dominassero la piazza posta al centro del Foro romano. Proprio sotto l’albero del fico, la leggenda della mitologia romana sostiene che sia stato allattato da una lupa Romolo, fondatore di Roma e primo re, insieme al suo gemello Remo.

Oggi quegli alberi sono stati ripiantati per commemorare la memoria di questa leggenda nel luogo più antico del foro: il santuario Lapis Niger.

Come accennato nella sezione storica del Foro Romano, i romani di epoche successive pensavano che questo santuario fosse il luogo in cui venne addirittura ucciso e sepolto Romolo. Per questo possiamo ipotizzare che l’antica iscrizione in pietra fosse destinata a maledire i possibili profanatori e a proteggere la tomba del re che diede il nome alla Città Eterna.

I Saturnali, celebrazioni nel Foro Romano

I Saturnali erano un ciclo di festività in onore del dio Saturno che si iniziarono a celebrare intorno all’anno 217 a.C. per sollevare il morale dei cittadini dopo una sconfitta militare con i cartaginesi.

Ufficialmente, la data di questa celebrazione era il 17 di dicembre, giorno della consacrazione del tempio di Saturno, con sacrifici e banchetti pubblici nel Foro Romano. Tuttavia, il popolo apprezzava tanto questa festività, da celebrarla in forma non ufficiale per sette giorni dal 17 al 23 di dicembre.

Secondo l’immaginario collettivo dell’epoca, il dio Saturno che, come accennato nella sezione storica di questo articolo, ha il proprio tempio ai piedi del colle Campidoglio (nel Foro Romano), aveva portato nel Lazio la mitica Età dell’Oro. Si trattava di un’era felice in cui gli uomini erano uguali, le leggi non necessarie, la primavera perenne e la terra florida.

Pare che i Saturnali rievocassero quest’epoca di prosperità e includevano sacrifici, scambi di doni, promiscuità e soprattutto un sovvertimento dell’ordine sociale. Quest’ultimo prevedeva infatti che gli schiavi si considerassero temporaneamente liberi e potessero comportarsi di conseguenza.

I Saturnali divennero la festa più diffusa in tutte le province dell’impero, amata da gente di ogni condizione sociale, finché non venne abolita dal Cristianesimo e sostituita con il Natale.

Le vergini Vestali, residenti del Foro Romano

Come accennato nella sezione storica di questo articolo, le vestali erano le sacerdotesse incaricate del culto della dea Vesta e avevano accesso esclusivo (ad eccezione del re) al tempio di Vesta, situato nel Foro romano.

Esse erano le custodi del fuoco sacro, non potevano lasciare che questo si spegnesse, altrimenti sarebbero state fustigate dalla vestale responsabile. Partecipavano attivamente alla vita della capitale, conducevano una vita agiata, grazie alle elargizioni private ed ai lasciti testamentari. Provvedevano inoltre ad aiutare i poveri ed i bisognosi, e potevano concedere la grazia ai condannati.

Le vergini vestali vivevano nella casa delle Vestali nel Foro Romano. Vestite in modo austero, esse facevano voto di castità, potevano infatti lasciare l’ordine e sposarsi solo dopo trent’anni. Qualora venissero sorprese a commettere atti libidinosi, sarebbero state sepolte vive e il loro seduttore frustato a morte.

Inizialmente, le vestali erano quattro, passarono poi a sei. Venivano prescelte dal Pontefice Massimo da un gruppo di venti bambine fra i sei e i dieci anni, con entrambi i genitori in vita e fisicamente impeccabili. Originariamente dovevano essere di famiglie patrizie, ma a causa della difficoltà ad incontrare famiglie nobili che volessero compromettere trent’anni della vita delle figlie, venne permesso anche alle figlie di plebei di ricoprire questo ruolo.

Alla loro morte, le vestali avevano il privilegio di essere sepolte all’interno delle mura della città. Si dice che la prima vestale fosse la madre di Remo e Romolo, fondatore di Roma.

Il Foro Romano e le sue esposizioni macabre

La Rostra centrale, che era un podio del Comizio, era un luogo in cui venivano pronunciati discorsi e sentenze importanti da oratori e magistrati e venivano persino effettuate offerte agli dei.

Questo luogo svolgeva però un’ulteriore funzione, per l’epoca totalmente comune, che era quella di ospitare i corpi mutilati dei nemici sconfitti che i romani esibivano ed esponevano al pubblico. Accadeva inoltre, che venissero esposti anche solo arti o parti del corpo dei nemici e rivali politici.

Nonostante attualmente tutto ciò possa sembrare macabro e inusuale, per l’epoca questa pratica svolgeva una funzione di monito per coloro che volessere inimicarsi i romani e allo stesso tempo era una forma di conferma, da parte dei vittoriosi, del proprio potere e della propria forza politica.

Un esempio di questo fenomeno riguarda lo scontro per il potere tra Cicerone e Marco Antonio. Quando Cicerone ebbe la peggio, la sua testa mozzata e le sue mani vennero esposte pubblicamente nel Foro.

Sede del Foro Romano

Il Foro Romano si trova tra il Colosseo e la Piazza Venezia, nella valle che separa i monti Capitolino e Palatino.

La superficie attuale della zona archeologica del Foro Romano supera i 100.000 metri quadrati e si estende 600 metri circa al di sopra della Via dei Fori Imperiali.

Consulta la mappa con dettagli circa gli ingressi e le uscite del Foro Romano e del Palatino.

Ingressi

Puoi optare per una qualsiasi delle due entrate disponibili. Ricorda che il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino formano parte di una sola zona archeologica:

  • Ingresso al Foro Romano, sopra la Via dei Fori Imperiali, all’altezza di Via Cavour

  • Ingresso al Palatino, a 5 minutos a piedi, al sud del Colosseo.

Uscite

Per uscire dalla zona archeologica del Foro Romano e del Palatino esistono quattro opzioni:

  • L’accesso principale del Foro sulla Via dei Fori Imperiali.
  • L’uscita della Via Sacra, accanto all’Arco di Tito e di fronte al Colosseo.
  • L’uscita verso il Campidoglio, dietro l’Arco di Settimio Severo, all’estremo ovest del Foro
  • L’accesso principale del Palatino su Via di San Gregorio, al sud del Colosseo.

Come raggiungere il Foro Romano

Grazie alla sua eccellente posizione nel cuore di Roma, è molto facile arrivare al Foro Romano a piedi o con qualsiasi mezzo di trasporto pubblico disponibile.

En metro

La stazione della metro più vicina al Foro Romano è quella chiamata Colosseo della linea B. All’uscita della stazione devi camminare a destra verso la Via dei Fori Imperiali per circa 6 minuti, per raggiungere l’entrata principale del Foro Romano.

Il costo di un biglietto singolo (BIT) per un viaggio in metro è di 1,50€, nonostante vi siano anche vari tipi di abbonamenti disponibili.

In autobus

Puoi utilizzare una qualsiasi delle seguenti linee degli autobus urbani per raggiungere il Foro Romano:

Linea
Entrata piu vicina*
Itinerario
Percorso
Linea75818587117118
Entrata piu vicina*Foro RomanoPalatinoForo RomanoForo RomanoForo RomanoForo Romano e Palatino
ItinerarioCollega Piazza dell’Indipendenza con la parte sud di Trastevere. Ha una fermata in Via Cavour, a pochi metri dall’ingresso principale del Foro.Questa linea è utile per accedere alla zona archeologica tramite l’entrata del Palatino. Collega l’est di Roma con la zona del Vaticano passando per il Colosseo e la Via di San Gregorio.Questa linea ha una fermata a pochi passi dall’entrata principale verso Via dei Fori Imperiali. Collega Termini al sud-est di Roma.Collega la zona a nord del Castel Sant’Angelo con le periferie a sud-est di Roma passando per la Via dei Fori Imperiali.E’ una linea circolare che passa per il Colosseo e la via dei Fori Imperiali, vicino all’entrata principale del Foro Romano. E’ conveniente scendere alla fermata di Via Cavour.Questa linea circonda il Palatino, il Colosseo, il Foro Romano, Piazza Venezia e il Circo Massimo per poi dirigersi verso la Villa dei Quintili nella periferia a sud di Roma.
PercorsoVedere percorsoVedere percorsoVedere percorsoVedere percorsoVedere percorsoVedere percorso

*Come si ha menzionato anteriormente, il Foro Romano e il Palatino formano parte della stessa zona archeologica e all’interno sono intercomunicanti, per cui si può accedere da qualsiasi delle due entrate.

Gli autobus urbani utilizzano gli stessi biglietti della metro, dei tram e dei treni suburbani. Un viaggio corsa semplice con un biglietto BIT costa 1,50€. Gli abbonamenti disponibili sono validi anche per gli autobus.

In tram

Non esiste una fermata del tram vicina all’entrata principale del Foro Romano, però ve ne sono un paio in prossimità:

Linea
Entrata vicina*
Itinerario
Percorso
Linea38
Entrata vicina*PalatinoForo Romano
ItinerarioLa fermata si trova accanto al Colosseo, da dove si può raggiungere il Foro Romano a piedi in 5 minuti. Questa linea collega Trastevere con la zona di Villa Borghese in un tragitto che circonda Roma nella parte est.La fermata di Piazza Venezia si trova a 5 minutos a piedi dall’entrata principale del Foro Romano. La linea si estende verso la zona sud-ovest di Roma passando per Trastevere.
PercorsoVedi percorsoVedi percorso

*Come si ha menzionato anteriormente, il Foro Romano e il Palatino formano parte della stessa zona archeologica e all’interno sono intercomunicanti, per cui si può accedere da qualsiasi delle due entrate.

Per i viaggi in tram si può comunque utilizzare il biglietto BIT di 1,50€ o uno qualsiasi degli abbonamenti disponibili.

In taxi

I taxi sono l’opzione più comoda, anche se la più costosa per raggiungere il Foro Romano. Una corsa dalla stazione Termini dovrebbe avere una durata di poco meno di 10 minuti e un costo approssimativo di 7,00€.

A Roma è difficile trovare un taxi per strada. Solitamente ci si reca ad una fermata dei taxi o si richiede uno telefonicamente o tramite un’app dal cellulare.

Vi sono alcune precauzioni e altre cose da tenere in considerazione nell’utilizzo dei taxi a Roma. Per informazioni dettagliate, consulta la nostra guida per l’uso dei taxi di Roma.

A piedi

Crediamo che la miglior maniera di scoprire Roma sia a piedi. La posizione del Foro Romano nel cuore della città è perfetta, per cui può facilmente far parte di un itinerario a piedi che includa visite ad altri luoghi di interesse nella zona.

Orari

Il Foro Romano apre tutti i giorni dell’anno, ad eccezione del 1 di gennaio e del 25 dicembre.

Normalmente apre alle 8:30 hr e chiude un’ora prima del tramonto (tra le 16:30 hr e le 19:00 hr, a seconda della stagione).

Tuttavia, a causa dell’emergenza sanitaria del 2020, gli orari sono stati modificati in forma straordinaria, come si può vedere a continuazione:

Periodo
Orario*
PeriodoDal 1 al 30 di settembreDal 1 al 24 di ottobreDal 25 al 31 de dicembre
Orario*10:30 a 19:00 hr9:30 a 18:30 hr8:30 a 16:30 hr

*Si permette l’accesso fino ad un’ora prima della chiusura.

Biglietti

Tutti i biglietti disponibili consentono l’accesso al Palatino e al Colosseo, oltre al Foro Romano. Attualmente esistono tre tipi distinti di biglietti, come si può notare nella seguente tabella:

Tipo di biglietto
Prezzo*
Tempo di validità
Accesso SUPER**
Detalles
Tipo di bigliettoOrdinarioOrdinario + AudioguidaOrdinario + Video Guida“Full Experience Arena”“Full Experience Underground”
Prezzo*16,00€19,50€22,00€22,00€22,00€
Tempo di validità24 ore24 ore24 ore48 ore48 ore
Accesso SUPER**NoNoNoSiSi
DetallesInclude un’unica entrata al Colosseo, e un’altra al complesso archeologico del Foro Romano e del Palatino.Include un’ audioguida, a parte l’entrata al Colosseo, Foro Romano e al Palatino.Include l’uso di un tablet con una videoguida, a parte l’entrata al Colosseo, Foro Romano e al Palatino.Include un’unica entrata al Colosseo con accesso all’arena e un’altra al Foro Romano e al Palatino.Principalmente lo stesso della “Full Experience Arena”, però con accesso alla zona sotterranea e non all’arena del Colosseo.

*A questi prezzi bisogna aggiungere in ogni caso 2,00€ per la prenotazione.

**I biglietti con accesso SUPER permettono l’ingresso ai seguenti luoghi, inizialmente limitati alle visite guidate: Criptoportico di Nerone, Museo Palatino, Aula Isiaca - Loggia Mattei, Casa di Augusto, Casa di Livia, Tempio di Romolo, Santa Maria Antiqua e la Domus Transitoria.

Esistono inoltre un paio di pacchetti che includono tour didattici dell’arena o della zona sotterranea del Colosseo. Hanno un costo di 9,00€, e sono disponibili solamente per le opzioni “Full Experience Arena” e “Full Experience Underground”.

Come acquistare i biglietti

I biglietti per la zona archeologica del Foro Romano, il Palatino e il Colosseo possono essere acquistati online o direttamente presso la biglietteria il giorno della tua visita. Si raccomanda di effettuare la prenotazione online. Se decidi di comprare il tuo biglietto senza la prenotazione, è probabile che debba fare la fila e aspettare molto tempo per entrare.

Durante l’acquisto online hai l’opzione di stampare il biglietto in casa (alternativa raccomandata) o ritirarlo presso una biglietteria specifica per il ritiro in cui c’è meno fila.

Normalmente l’opzione di stampare il biglietto a casa non è disponibile per prenotazioni online circa ingressi gratuiti o con tariffa ridotta. In questi casi è obbligatorio ritirare i ticket presso la biglietteria.

Comprare biglietti per la zona archeologica del Foro Romano, Palatino e Colosseo.

Sconti ed entrate gratuite

I cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni di età hanno il diritto alla tariffa ridotta di 2,00€ per qualsiasi biglietto disponibile.

I minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità possono beneficiare dell’entrata gratuita al complesso archeologico.

Per tutte le prenotazioni online di tariffe scontate è necessario pagare la quota di prenotazione di 2€.

La prima domenica di ogni mese l’ingresso alla zona archeologica è gratuita per tutti. Tuttavia, sconsigliamo una visita in questi giorni, perchè le code sono solite essere particolarmente lunghe.

Entrata con Roma Pass

La Roma Pass include l’entrata al parco archeologico del Foro Romano, il Palatino e il Colosseo. Per la visita di quest’ultimo si deve realizzare una prenotazione obbligatoria per effettuare la visita in un orario specifico.

Puoi vedere i dettagli su come effettuare la prenotazione nella guida per visitare il Colosseo Romano.

Non è necessario prenotare per visitare il Foro Romano e il Palatino con la Roma Pass.

Consigli utili

  • Ricorda che il Foro Romano, il Palatino e il Colosseo fanno parte di un solo sito archeologico, per cui i biglietti che acquisti servono per accedere ai tre siti.
  • A differenza di ciò che accade con il Colosseo, normalmente non ci sono file troppo lunghe per entrare nel Foro Romano. Tuttavia, è raccomandabile prenotare i biglietti online in qualche modo per evitare contrattempi.
  • Se decidi di non prenotare online e pensi di visitare anche il Colosseo, è conveniente iniziare il tuo percorso dal Foro Romano o dal Palatino. Le biglietterie di questi siti archeologici non presentano normalmente tante file.
  • Quando selezioni un orario per la prenotazione, questa è unicamente per l’entrata al Colosseo. La prenotazione di orari non riguarda né il Foro Romano, né il Palatino.
  • E’ consigliabile considerare almeno un paio d’ore per visitare il Foro Romano. Le visite guidate sono sempre una buona idea, per approfittare al massimo della visita.
  • Non vi sono molte zone d’ombra nel Foro Romano, per cui è raccomandabile portare con sé dell’acqua e un cappello per proteggersi dal sole.
  • Tutti i visitatori devono passare per un controllo di sicurezza obbligatorio con metal detector prima di entrare nel Foro Romano. Questo può causare alcuni ritardi nelle ore di punta.
  • Non si permette l’accesso al Foro Romano con valigie e, in ogni caso, non vi sono armadietti nella zona per depositarle. Possono essere introdotti zaini di medie e piccole dimensioni, i quali dovranno essere sottoposti al controllo di sicurezza.
  • E’ necessario presentare il DNI o passaporto per essere ammesso alla zona archeologica del Foro Romano, Palatino e Colosseo. Non dimenticarlo in hotel.

Luoghi di interesse nelle vicinanze

Il Colosseo Romano

L’Anfiteatro Flavio, conosciuto popolarmente come il “ Colosseo”, è il principale simbolo d’Italia e una delle poche destinazioni realmente imperdibili di Roma. L’entrata è inclusa nel biglietto per il Foro Romano e il Palatino.

Si trova nell’estremo est del Foro Romano (5 minuti a piedi).

Colle Palatino

E’ di minore importanza rispetto al Foro Romano ma è comunque di grande interesse turistico. Qui si trovano le rovine della residenza imperiale e inoltre offre viste incredibili del Foro Romano e del Circo Massimo. L’entrata è inclusa nel biglietto del Colosseo e del Foro Romano.

Si può accedere dall’interno del Foro Romano. L’ingresso esterno si trova a 500 m a sud del Colosseo (7 minuti a piedi).

Arco di Constantino

E’ l’ Arco di Trionfo che si presenta maggiormente conservato tra i tre che esistono ancora a Roma. Venne costruito per commemorare la vittoria di Costantino I nella battaglia del Ponte Milvio nel secolo IV.

Si trova giusto all’uscita dell Foro, passando per la Via Sacra, accanto al Colosseo.

I Fori Imperiali

E’ anche possibile visitare i Fori Imperiali, i quali sono estensioni del Foro Romano realizzate da diversi imperatori. Per raggiungerli devi solo seguire la Via dei Fori Imperiali in direzione Piazza Venezia.

L’entrata ai Fori Imperiali si trova nella parte nord del Foro Romano, attraversando la Via dei Fori Imperiali (5 minuti a piedi).

Piazza Venezia

La Piazza Venezia con l’Altare della Patria è una delle icone di Roma. E’ situata ai piedi del colle Campidoglio, dove si intersecano cinque delle vie più importanti della città. Ottenne il suo nome per il Palazzo Venezia, che si trova vicino e che venne utilizzato come ambasciata della repubblica di Venezia a Roma.

Si trova ad ovest del Foro Romano, nel lato estremo della Via dei Fori Imperiali (5 minuti a piedi).

Circo Massimo

Si tratta dello stadio sportivo più grande della storia. La maggior parte della struttura si trova ancora sotto terra, però si può visitare una parte delle rovine. Durante la visita è anche possibile sperimentare, mediante realtà virtuale, come erano le strade nell’antica Roma.

L’entrata al Circo Massimo si trova a 700 m a sud del Colosseo (8 minuti a piedi).

Domus Aurea

I resti del grande palazzo che l’imperatore Nerone fece costruire nell’anno 64 d.C., possono essere visitati in un percorso che include un’esperienza di realtà virtuale.

L’entrata alla Domus Area si trova a 300 m a nord-est del Colosseo (5 minuti a piedi).

Ludus Magnus

Il Ludus Magnus è la base dove si allenavano i gladiatori. Le rovine si trovano al lato del Colosseo. Non è necessario entrare per apprezzarle. Si può ammirare nella sua totalità dalla strada.

Il Ludus Magnus si raggiunge attraversando la strada dal lato est del Colosseo (8 minuti a piedi).

Basilica di San Clemente

A pochi minuti a piedi dal Colosseo si trova la Basilica di San Clemente. Si tratta di una chiesa che ti permette di intraprendere un’interessante visita sotterranea, nella quale puoi scoprire un antico Mitreo (tempio dedicato al dio Mitra), i resti di edifici del I secolo e un’antica chiesa che funge da base alla struttura attuale. Sicuramente raccomandabile.

La Basilica di San Clemente si trova a 350 m dal Colosseo (5 minuti a piedi).