Fontana trevi - Roma

Elementi architettonici

La Fontana di Trevi è ricca di maestose opere e dettagli di diversa epoca della storia romana. Alcuni dei più rilevanti sono stati citati nella sezione storica di questo articolo e verranno di seguito esposti in modo più dettagliato.

La struttura portante dell’opera

Una delle cose che sorprendono è che la Fontana si trova nella facciata di un palazzo, laddove avrebbe dovuto esserci l’ingresso di quest’ultimo. Si tratta del palazzo Conti di Poli, che inizialmente aveva una facciata ritenuta volgare, che Salvi volle mascherare con una con uno sfondo che si integra perfettamente alla struttura.

Osservando il monumento in tutta la sua maestosità, è evidente come l’elemento protagonista dello scenario sia tuttora il mare. La struttura è inserita in un’ampia piscina rettangolare dagli angoli arrotondati, circondata da un camminamento che la percorre da un lato all’altro.

La parte centrale dell’opera è adornata con grandi colonne per metterla in risalto. Il tutto acquisisce la forma di un arco di trionfo, per celebrare la vittoria e l’importanza della vita, rappresentata dall’acqua in costante movimento.

La Statua del Dio Oceano

La scenografia è dominata da una scogliera rocciosa che occupa tutta la parte inferiore del palazzo, al cui centro troviamo una nicchia in risalto nella quale si erge una grande statua, costruita da Pietro Bracci, del titano Oceano, imponente e fiero, signore di tutte le acque.

Egli appare, come vigilando i suoi domini, su un cocchio a forma di conchiglia, con il torso in parte girato e il piede sinistro appoggiato al bordo della conchiglia, come per aiutarsi a mantenere l’equilibrio in una posizione precaria. E’ coperto da un un drappo che gli copre appena il bacino e il pube, e afferra uno scettro con il quale sembra dirigere il corso dell’acqua.

La statua, alta più di sei metri, è costruita con giganti blocchi di marmo e supera, in termini di dimensioni, addirittura il David di Michelangelo.

Il Cocchio e i cavalli alati

Il cocchio a forma di conchiglia è trainato da due cavalli alati, guidati da tritoni. Uno di essi è forte e giovane, l’altro è più anziano e sorregge una conchiglia coclide, la buccina, che suona per annunciare il loro passaggio.

I cavalli invece, soprannominati rispettivamente cavallo agitato (a sinistra) e cavallo placido (a destra), fanno riferimento agli analoghi momenti del mare a volte calmo, generatore di vita, e a volte burrascoso e letale.

Le virtù dell’Acqua Vergine

Ai lati della grande nicchia centrale troviamo altre due nicchie minori che ospitano le statue, costruite da Filippo della Valle, e rappresentanti le virtù dell’Acqua Vergine.

A sinistra di questo arco è situata la statua dell’Abbondanza che sorregge il simbolico corno colmo di frutti e monete. Ai suoi piedi, un vaso rovesciato fa sgorgare una sorgente perenne, vicino alla quale si possono ammirare alcuni fiori. Sopra la statua un rilievo mostra Agrippa mentre indica ai suoi soldati dove costruire l’acquedotto.

A destra dell’arco trionfale mediano troviamo la statua della Salubrità, vestita in modo più casto e coronata da foglie di alloro. Questa figura sorregge una lancia nella mano sinistra, simbolo di purezza e nella mano destra una coppa da cui beve un serpente, emblema del dio della medicina. Sopra la statua vi è un rilievo che mostra un vergine che indica ai soldati dove si trova la fonte d’acqua.

Salvi originariamente voleva collocare la statua di Agrippa e quella della Vergine dove sono situate le statue dell’Abbondanza e della Salute. Successivamente venne cambiato il progetto originale.

Le allegorie sui benefici dell’Acqua

Possiamo infine osservare quattro grandi colonne corinzie che sorreggono il prospetto superiore, sul quale si trovano quattro statue allegoriche più piccole. Esse sono situate sull’attico e furono scolpite da Agostino Corsini, Bernardino Ludovisi, Francesco Queirolo e Bartolomeo Pincellotti. Esse rappresentano i positivi effetti delle piogge sulla fertilità della terra e le quattro maggiori produzioni che dipendono dalla disponibilità di acqua.

La prima statua a sinistra sorregge il corno colmo di frutti rappresenta l’Abbondanza di frutti. La seconda tiene in mano spighe di grano e rappresenta la Fertilità dei Campi. La terza ha una coppa e dell’uva simbolo dei Prodotti dell’ Autunno. L’ultima rappresenta la Gioia dei Prati e dei Giardini ed è adornata di fiori.

Motivi decorativi vegetali e animali

La Fontana, inoltre, presenta numerose decorazioni in marmo raffiguranti specie vegetali, distribuite su tutti gli angoli dell’opera in quello che sembra essere il loro habitat naturale. Si possono arrivare a distinguere più di 30 specie scolpite sulla pietra.

Sulla facciata di Palazzo Poli, all’angolo con Piazza dei Crociferi, sono scolpiti un fico selvatico radicato in cima alla balaustrata e una pianta di cappero. Sotto la statua della Salute, possiamo vedere un cespuglio di verbasco, quattro tralci di edera, un fico d’India, canne di lago e un tronco di quercia.

Sotto il grande vaso, o asso di coppe, appaiono un carciofo, una vite con quattro grappoli d’uva e un fico. Possiamo anche notare una colocasia galleggiante sull’acqua. Sul lato destro della fontana, davanti a via della Stamperia si vede un ciombolino, mentre un gruppo di piante sempreverdi è situato laddove dove termina la scogliera di travertino.

Vi sono anche alcuni animali: una lumaca striscia sulla colocasia e una lucertola si nasconde in una piccola cavità in facciata. Sulla parte destra della scogliera ci sono le Insegne di Monsignor Gian Galeazzo Caracciolo, presidente del progetto della fontana per alcuni anni, in cui si mostra un leone e un tipo particolare di copricapo indossato dai Prelati della Curia Romana.

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